ARTICOLO SU PANORAMA.IT: SARDEGNA FREE SHOPPING

Pubblicato il 21 February 2013 14:50

immagine ARTICOLO SU PANORAMA.IT: SARDEGNA FREE SHOPPING La Sardegna dice addio all‘IvaUna delibera rivoluzionaria della Regione Sardegna ha trasformato l‘intero territorio in zona franca
Entro il termine perentorio del 24 giugno 2013, si comunica che la Regione Autonoma della Sardegna con delibera del 7 febbraio 2013 ha stabilito l’attivazione di un regime doganale di zona franca esteso a tutto il territorio regionale. Si chiede pertanto la modifica del regolamento prevedendo che tra i territori extra-doganali dell’Italia sia indicato anche il territorio della Sardegna isole minori comprese”.

E’ la richiesta ufficiale inviata lo scorso 12 febbraio dal Presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, al Presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, al presidente del Parlamento Europeo, al Consiglio dei Ministri, alle autorità doganali e nella quale si comunica ufficialmente che la Regione Sardegna diventerà come Livigno: tax free, zona franca.

Una svolta epocale per il territorio sardo resa possibile dai presupposti normativi del Trattato di Lisbona che prevede l’impegno dell’Unione Europea nel ridurre il divario economico e sociale tra le regioni, in base al Decreto legislativo 75 del 1998 e ai sensi dell’articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana.

“L’istituzione della zona franca - scrive nella delibera il presidente Cappellacci – consente di compensare lo svantaggio relativo alla natura insulare e ultraperiferica della Sardegna, di limitare il fenomeno dello spopolamento dell’isola e di mantenere la pace sociale”.

Nella delibera il presidente spiega che si è resa necessaria l‘attivazione della zona franca, per arginare la crisi che continua ad investire i settori produttivi della Sardegna e larghe fasce della popolazione con gravissimi disagi di tipo sociale e economico.

Tra le zone interessate dalla crisi sia quelle rurali che quelle di transizione industriale ma anche le regioni che presentano permanenti svantaggi naturali e demografici come i territori settentrionali a bassissima densità di popolazione, le aree insulari e di montagna.

Ma nella richiesta ufficiale inviata alla Commissione Europea e alle Dogane, si precisa che la decisione di trasformare la Sardegna in zona franca è stata presa da 240 Comuni dell’isola che hanno tutti deliberato per l’attivazione della “tax free”. Il primo comune a diventare la nuova Livigno dell’isola è stato Portoscuso che ormai da mesi, ha ottenuto anche il riconoscimento ufficiale di zona franca dalle Dogane.

In questo territorio non esiste più il ricarico sui prodotti dell’Iva e anche la benzina costa meno di un litro di acqua naturale. Adesso anche le altre 240 amministrazioni comunali sarde aspettano la stessa ratifica ufficiale delle Dogane per abbattere i prezzi e dare nuovo impulso all’economia del territorio.

“L’istituzione della zona franca trasformerà la Sardegna nella nuova Svizzera- spiega a Panorama.it, Andrea Impera, presidente regionale Associazioni del commercio e artigianato – e permetterà il rifiorire dei piccoli commercianti e soprattutto dell’edilizia”

“Abbattere l’Iva ci consentirà di avere il carburante a costi bassissimi, di pagare pochissimo l’energia elettrica e di mettere in moto nuovamente tutto l’indotto legato al settore edilizio- prosegue Impera – un indotto ormai morto da anni e che ha ridotto sul lastrico intere famiglie. La zona franca ci permetterà di costruire a bassissimo costo e quindi favorirà gli investimenti”.

Ed è proprio sugli investimenti da parte degli stranieri e degli imprenditori italiani che Impera crede possa arrivare la svolta decisiva per la crescita economica dell’isola.

“Quando sarà possibile far entrare ufficialmente a regime la zona franca, ovvero quando le Dogane ci riconosceranno – conclude il presidente Andrea Impera – saranno moltissimi gli imprenditori che decideranno di aprire nuove attività e investimenti sul nostro territorio. Purtroppo la Sardegna per troppi anni è rimasta isolata dal resto d’Italia complice non solo la crisi economica che ha rallentato il turismo ma soprattutto per i costi elevatissimi dei traghetti e aerei che ci hanno ulteriormente penalizzato”.

In base alla delibera del presidente Cappellacci e alla scadenza perentoria del 24 giugno, l’estate 2013 per la Sardegna dovrebbe profilarsi, sotto il profilo turistico, davvero rivoluzionaria.

Infine il presidente Capellacci riporta nella sua delibera, una sentenza della Corte Costituzionale del 2001 nella quale si sancisce che non spetta allo Stato modificare, integrare o dare esecuzione alle norme di attuazione delle leggi istitutive delle regioni a Statuto speciale. Insomma, la Sardegna ha deciso. E diventerà il nuovo paradiso fiscale d’Italia.


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