COMMENTO ALLA ON. FRANCESCA BARRACCIU

Pubblicato il 1 March 2013 11:29

immagine COMMENTO ALLA ON.  FRANCESCA BARRACCIU L‘ Onorevole Barracciu evidenzia alcune carenze sull’argomento: il termine di cui alla sua nota è un termine c.d. “ordinatorio” la cui funzione è semplicemente quella di ordinare un’attività amministrativa, indirizzandola verso determinate procedure ed esiti; perciò il non rispetto del termine non comporta il verificarsi di decadenze e/o l’applicazione di sanzioni.
A noi sardi interessa il termine perentorio di cui all’articolo 188 c.2 del Codice doganale comunitario aggiornato (Reg. CE 23/4/2008 n. 450 che ha sostituito il Reg. CEE n. 2913/1992) che cito: “nonostante l’entrata in vigore delle disposizioni di applicazione, le disposizioni del presente regolamento di cui al presente paragrafo si applicano al più tardi il 24 giugno 2013”.
Il termine perentorio viene così detto, se un dato atto o una data attività devono essere co...mpiuti entro il lasso temporale di scadenza del termine stesso; se il termine non viene rispettato, l’atto o l’attività, pur se eventualmente compiuta, risulta inutile, nel senso che non viene considerata utile ai fini di certi effetti favorevoli, con conseguente applicazione di sanzioni e produzione di effetti sfavorevoli. Questo perché il termine perentorio obbliga in termini assoluti il compimento di un’attività in quel determinato lasso di tempo al fine di fornire certezza all’attività stessa.
Detto questo, che è fondamentale, occorre fare almeno altre due precisazioni.
La prima di carattere meramente giuridico e riguarda la norma che disciplina l’attuazione e l’attivazione delle zone franche in Sardegna che è il D.lgs. 75/1998 che, è una norma di rango Costituzionale che dà attuazione all’art. 12 c. 2 dello Statuto sardo e quindi il livello primario e superiore rispetto alle c.d. norme ordinarie. Inoltre, la Comunicazione, come evidenzia il Presidente Cappellacci tiene conto, altresì, della Sentenza della Corte Costituzionale, secondo la quale non spetta allo Stato modificare, integrare o dare esecuzione alle norme di attuazione delle Leggi istitutive delle Regioni a statuto speciale.
Peraltro, come precisa l’Assessore Zedda, la delibera prevede di comunicare alle Autorità europee e a quelle doganali nazionale e regionale la volontà popolare di rendere immediatamente operative sul territorio dell’intera isola la prerogative già individuate nel Regolamento CEE (esattamente il n. 2913/1992 e nel relativo Regolamento n. 2459/1992, entrambi richiamati nel D.lgs. 75/1998).
Tale iniziativa è, appunto, finalizzata alla modifica dell’Art. 3 del Regolamento 450/2008 e precisamente volta ad inserire nello stesso articolo il territorio della Sardegna e delle sue isoli minori circostanti quale territorio extra-doganale dell’Italia, omesso per errore materiale.
In ogni caso, se le Autorità europee opporranno resistenza, verosimilmente i sardi adotteranno lo strumento del contenzioso e in sede giurisdizionale qualsivoglia Giudice avrà non poche difficoltà a sentenziare contro il popolo sardo vista l’abnorme mole di giurisprudenza a nostro favore.
La seconda precisazione è di carattere politico: è evidente che in questi anni nè PD e nè PDL hanno fatto un granché per il riconoscimento del solenne diritto dei sardi e per l’applicazione dello Statuto.
L‘Onorevole Barracciu dovrebbe essere non solo orgogliosa ma anche felice che dopo 60 anni il popolo sardo si sia svegliato. In questo momento più che mai non interessano la parole, i partiti, i colori... interessano i fatti e la dignità di un intero popolo. Il popolo sardo.

MARIANO MELIS - PROF. IST. COMPR. N.2 - ALGHERO


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