IL POPOLO SARDO VOLA

Pubblicato il 8 May 2013 15:14

immagine IL POPOLO SARDO  VOLA Esito del meeting pro Zona Franca a Lanusei
Circa 800 persone hanno gremito ieri sera la sala del Teatro Tonio Dei di Lanusei, provenienti da diverse zone della Sardegna. Una partecipazione senza precedenti, che denota la sempre maggiore adesione della gente ai vari comitati spontanei pro zona franca, trascinati dall’instancabile e appassionata dottoressa Randaccio e dall’avvocato Scifo. Il lavoro del Comitato Pro Zona Franca Ogliastra, egregiamente diretto dai signori Alberto Cabiddu, Efisio Zuddas, Giorgio Cau, è stato enorme. Ma ha avuto i suoi frutti.

L’arrivo del Presidente Ugo Cappellacci, in netto anticipo sull’ora d’inizio lavori, per avere modo di confrontarsi con i due tecnici invitati per l’occasione, Dott. Ivo Armandi e Arch. Alessandro Bazzurri, consulenti per una società internazionale che opera negli investimenti nei territori delle zone franche, è stato salutato già come un grande successo; accompagnato dal colpaccio di riuscire a strappare una gradita partecipazione dell’ex presidente Renato Soru e del sig. Bustianu Compostu.


Importanti anche le presenze dell’on. Cicu, del dott. Pilia, presidente della Provincia Ogliastra, e dei vari sindaci ed assessori arrivati per l’occasione da tutta la Sardegna.

Non sono state poche le contestazioni da parte del pubblico durante il dibattito, soprattutto quelle che hanno interessato gli interventi di Pilia, di Cicu e di Soru, ben gestite dal sindaco di Lanusei dott. Davide Ferreli.


Ottimo ed applauditissimo l’intervento di Antioco Patta, che con un linguaggio semplice e diretto ha sottolineato come lo strumento economico della Zona Franca Integrale sia l’unica soluzione rimasta alla Sardegna e il modo più efficace per combattere l’impoverimento delle imprese isolane ed il preoccupante fenomeno dell’esodo dei giovani sardi per cercare lavoro oltremare.


Il momento più concitato della serata si è avuto con l’interrogativo discorso dell’ex presidente Soru, che ha esordito dicendo di avere deciso di partecipare al convegno per capire meglio le argomentazioni e per imparare. Soru si è dilungato a parlare – non senza interruzioni e contestazioni da parte di alcuni rappresentanti del pubblico – del fatto di non essere convinto che la Regione possa finanziare le attività che le competono e di attendere spiegazioni più approfondite da parte dei relatori intervenuti.

Pronta la risposta della dottoressa Randaccio che – rispondendo alla battuta di Soru “Ma l’ospedale chi me lo paga?” ribatte proponendo di adottare il metodo della Valle D’Aosta e di Livigno, cioè “…è lo Stato Italiano che stabilisce quale è l’aliquota che entra nelle casse delle due zone franche, esempio quella della benzina, caffè, birra, alcolici, ecc.. Noi in Sardegna invece, che abbiamo i nostri tributi regionali, ai sensi degli artt. 8 e 9 dello Statuto Sardo, sa cosa facciamo?! Noi la benzina ce l’andiamo a comprare dalla vicina Algeria che ce la vende a meno di 50 centesimi al litro e gli altri 50 centesimi li utilizziamo come tributo per pagare il suo ospedale e quello di qualche altra regione d’Italia!”.


Sorprendente anche l’intervento di Bustianu Compostu, rappresentante della Sardegna Natzione, meno polemico del solito e sempre più vicino alla linea della Randaccio e di Scifo, il quale ha sottolineato che “la zona franca è possibile soltanto se andiamo nel senso della sovranità” e che “noi non andremo in zona franca facilmente se non istituiremo l’Agenzia Sarda delle Entrate”.


Conclude il convegno il discorso del Presidente Cappellacci, ormai da diversi mesi ancora più stretto al “suo” popolo, rimarcando quanto sia importante essere uniti, portando verso questa battaglia tutte le forze possibili e tutte le energie.


Cappellacci si appella affinché i sardi siano capaci una volta per tutte di essere “popolo” nel senso vero, perché questa è la battaglia non di Cappellacci e non di Soru, ma della Sardegna e di ciascun sardo.


“Per vincere questa battaglia abbiamo bisogno di ciascun sardo – dice il Presidente – ed io ho bisogno anche di lei, presidente Soru, ho bisogno di tutti!”.


Cappellacci conclude il suo intervento con una citazione di Sepùlveda: “ Vola solo chi osa farlo” e continua “Io credo ci sia una Sardegna che ha voglia di osare e vuole combattere questa battaglia ed io ho il dovere di essere a fianco di questa Sardegna che vuole lottare ed è la squadra nella quale io voglio giocare!”.


Voliamo alto allora, e crediamoci davvero. Lo dobbiamo ai nostri figli e ai nostri nipoti. Lo dobbiamo alla nostra dignità di popolo più antico del Mediterraneo.


Commenti (2)

commentato il 23 December 2013 21:07
E‘ IMPORTANTE L‘UNIONE DEL POPOLO SARDO, E‘ IL PRIMO INGREDIENTE PER UNA BUONA RIUSCITA ALLA LOTTA PER L‘INDIPENDENZA.

commentato il 9 May 2013 15:32
bene, io sono convinto che questa è la volta buona, sarà un processo lento e difficile ma le cose si stanno smuovendo, ci riusciremo.


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