La scadenza del 23/06/2013 non e‘ tassativa

Pubblicato il 24 February 2013 10:10

immagine La scadenza del 23/06/2013 non e‘ tassativa La zona franca si potra‘ fare anche dopo giugno 2013. Garantisce la U.E.

Torno sull’argomento della zona franca in Sardegna e sulla diffusa convinzione che dopo il 24 giugno 2013 sarà impossibile attivarla. Come già detto in questa e in altre sedi questa convinzione è totalmente infondata. Probabilmente il falso allarme ha involontariamente sortito l’effetto positivo di creare una certa sensibilizzazione rispetto a questa importante opportunità’, ma è ora giunto il momento di acquisire la giusta consapevolezza e di incanalare il movimento per la zona franca verso quelli che sono gli effettivi termini della questione. Analizzerò ora alcuni punti del regolamento CE 450/2008 perché è proprio da un’interpretazione errata di questo regolamento che è nato l’equivoco che si è poi diffuso come un virus. Cercherò di essere il più chiaro possibile ma invito comunque tutti ad una lettura diretta delle fonti, prerogativa indispensabile soprattutto per chi, per incarico politico, si trova ad avere voce in capitolo sull’argomento.

Il regolamento 450/2008 è in sostanza il nuovo codice doganale comunitario che va a sostituire i riferimenti normativi su cui si basa il Dl 75/98 attraverso il quale il governo italiano ha istituito in Sardegna sei zone franche. Il nocciolo della questione ruota tutto intorno all’art 188 il quale riguarda l’applicazione delle disposizioni contenute nel regolamento tra cui gli articoli compresi tra il 155 e il 161 che consentono e regolano la creazione di zone franche doganali. L’art 188 stabilisce per l’appunto che l’applicazione delle disposizioni avviene in tre momenti:

- 24 giugno 2008 per una serie di articoli specificati tra i quali non rientrano gli articoli tra il 155 e il 161 relativi alle zone franche doganali;

- dal 24 giugno 2009 al momento dell’adozione delle disposizioni di applicazione per tutte le altre disposizioni;

- al più tardi il 24 giugno 2013 per tutte le disposizioni nonostante l’entrata in vigore delle disposizioni di applicazione.

In sintesi il nuovo regolamento sostituirà integralmente il vecchio non più tardi del 24 giugno 2013 ma questo non preclude la creazione di una zona franca che, come già detto, è garantita e regolata dagli articoli compresi tra il 155 e il 161. Questa interpretazione è a mio avviso l’unica possibile ma vista la complessità e l’ampiezza dell’argomento ho cercato conferme in rete.

Il sito del quotidiano di informazione giuridica Altatex riporta questa spiegazione per mano dell’esperto di diritto doganale Francesco Pittaluga:

“L’art. 188 § 1 reg. cit. individua una serie di disposizioni destinate ad entrare in vigore quasi immediatamente (salvo il termine di vacatio legis). (…) E’ dunque chiaro che, in assenza dell’emissione delle disposizioni “attuative” da parte della Commissione, il reg. cit. non è destinato a trovare applicazione “operativa” alla scadenza del termine del 24 giugno 2009; viceversa, indipendentemente dall’entrata in vigore della disciplina di dettaglio, esso troverà comunque applicazione a far data dal 24 giugno 2013.”

Anche il sito di Confindustria Firenze da la stessa interpretazione:

“Il Codice Doganale Aggiornato (reg.450/2008),anche se in vigore dal 24 giugno del 2008, al momento risulta applicato per un numero molto limitato di articoli, mentre la grande maggioranza delle disposizioni dovrebbero diventare operative solo dopo l’adozione delle relative norme di attuazione, ed al massimo entro il 24 giugno del 2013, secondo la previsione dell’art.188.”

Ma la fonte più autorevole è senz’altro la stessa Unione Europea. In questa sintesi, oltre che nelle prime righe di questo documento, si trovano le ennesime conferme su quale sia la corretta interpretazione dell’art 188. Dal sito ufficiale dell’Unione Europea possiamo infatti leggere:

“Il codice doganale aggiornato crea un nuovo ambiente doganale elettronico. Questo nuovo codice integra le procedure doganali comuni degli Stati membri rafforzando la convergenza tra i sistemi informatici delle 27 autorità doganali. Sostituirà il codice doganale comunitario del 1992, al più tardi il 24 giugno 2013, quando le disposizioni d’applicazione necessarie saranno adottate ed applicabili. Fino ad allora resterà applicabile il codice attuale.”

Un altro esperimento interessante consiste nel digitare su un qualsiasi motore di ricerca le seguenti frasi “24 giugno 2013 zone franche” o se preferite “24 june 2013 free zones/special economic zone/free tax area” e vedrete che il risultato della ricerca, se escludete l’ipotesi sarda, sarà sostanzialmente il nulla. Ma è soprattutto la logica a dover suggerire quale sia la migliore interpretazione della questione. Se infatti fosse corretta l’interpretazione che tanto successo ha avuto in Sardegna in questi mesi, il nuovo codice doganale comunitario sarebbe una bomba ad orologeria destinata ad autodistruggere una consistente parte del suo contenuto gettando le dogane europee in una situazione di vacatio legis prossima all’anarchia, il che è assolutamente inimmaginabile. Anche la motivazione allegata all’interpretazione scorretta del’188 non tiene. Si afferma infatti che l’impossibilità di istituire nuove zone franche dopo il 2013 derivi dal fatto che il reg 450/2008 recepisce l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (avvenuta il primo dicembre 2009), ma ciò non è vero in quanto il divieto di aiuti di stato è già bello che stabilito dall’art 107 del Tfue e anche in questo caso, ricercando in rete collegamenti fra il Trattato di Lisbona e la scadenza del 24 giugno 2013, non si trova assolutamente nulla se si esclude la copiosa letteratura generata in Sardegna negli ultimi mesi. Un po strano che una cosa di tale importanza sia sfuggita a tutto il resto d’Europa.

In conclusione quanto detto dovrebbe rappresentare un’ottima notizia per chi crede nella zona franca. Il processo di attivazione è infatti complesso e coinvolge la regione Sardegna, il governo italiano e l’Unione Europea tanto che sperare di ottenere il risultato in sei mesi è assolutamente utopistico, specie in vista delle prossime elezioni italiane e del conseguente cambio di governo. Ma senza la spada di Damocle di questa scadenza e la possibilità di inserire il tema nelle elezioni sarde previste a inizio 2014, lo scenario torna ad essere più incoraggiante.

Opinione interpretativa di Andrea Nonne di Grandeovest.


Commenti (1)

commentato il 1 March 2013 16:37
Quindi prepariamoci ad un‘altra stagione turistica sotto tono o peggio!
L‘unica speranza era la zona franca!


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