Mario Carboni: proposta di referendum consultivo

Pubblicato il 19 February 2013 18:24

immagine Mario Carboni: proposta di referendum consultivo La mobilitazione per la Zona franca in Sardegna è ciclica e coincide con i ripetuti periodi di crisi dell‘economia coloniale della nostra Isola. A volte si ha l‘impressione di ripartire da Adamo ed Eva, nei dibattiti sempre ripetitivi e a volte confusi e stucchevoli di chi affronta senza adeguati strumenti politici e culturali un argomento a torto ritenuto semplice ed affrontabile da tutti. Sta il fatto che è sempre straordinaria la passione posta da chi si rende conto che la Fiscalità di vantaggio, come modernamente si definisce la Zona franca è la modalità di intervento che con defiscalizzazioni mirate può risolvere molti problemi della Sardegna. Il lato negativo di una passione non supportata da conoscenze strutturate e ormai di dominio pubblico nel dibattito politico sardo almeno degli ultimi cinquanta anni è l‘atteggiamento fideistico che spinge i neofiti della Zona franca ad attendersi risultati immediati e a volte completamente irrealistici, sopratutto senza tener conto delle difficoltà e delle necessità di un percorso democratico e a legislazione sarda, italiana ed europea vigente. Il pericolo, già verificato in passato è che a forti ritorni di fiamma sulla Zona franca a fronte di ostacoli non previsti o alle sabbie mobili di un sistema politico e amministrativo ostile alla Sardegna, la forza di movimenti meritori e convinti, si spenga lentamente nel disincanto e nella sfiducia, aspettando molti anni prima di un prossimo ciclo di proposta e protesta. Spesso la causa nasce anche dalla inadeguatezza della leadership che propone obiettivi intriganti ma sbagliati o irrealizzabili illudendo appunto i supporter che fideisticamente attendono quasi un miracoloso realizzarsi della Zona franca solo per il fatto che si pensa di aver ragione e che la si proponga. Purtroppo le forze contrarie sono forti e si comportano a volte come materassi di gomma piuma scegliendo non di opporsi ma anzi di cavalcare le parole d‘ordine sulla Zona franca sulla cresta dell‘onda quali che siano e anche le sbagliate pur di ammortizzare la loro forza ed energia e quindi spegnere col tempo la loro forza riformatrice senza risultati concreti. E‘ ciò che sta accadendo in questi giorni, di piena campagna elettorale, con lo schieramento entusiastico di partiti e politici che nulla hanno mai fatto per la Zona franca e anzi hanno contribuito con la loro contrarietà palese o occulta all‘affossamento delle pur parziali ma significative conquiste in direzione della Zona franca sarda quale il decreto legislativo che ha istituito le ZF di Olbia, Porto Torres, Oristano, Arbatax, Porto Vesme e Cagliari. Per questo proprio per non spegnere il rinnovato interesse popolare per la Zona franca è giusto non appena le elezioni politiche abbiano dato il loro risultato dare vita al Referendum consultivo regionale sulla Zona franca, facendo esprimere il Popolo sardo sulla richiesta di Zona franca per la Sardegna, non come richiesta ma come affermazione di un diritto da troppo tempo eluso dallo Stato e dai partiti politici italiani. Non sorprende che la proposta sia venuta dal PSdAz che unico può vantare serietà e continuità di interesse per questa proposta, capace di aggregare forze diverse su un semplice quesito che esprima senza sofismi da azzeccacarbugli il diritto dei sardi alla Zona franca e alla gestione in prima persona dei tributi regionali e fiscali tali da configurare appunto una zona Franca sopratutto fiscale e anche doganale che è l‘aspirazione dei sardi da troppo tempo. Si tratta di una grande battaglia di civiltà, di autodifesa e di autogoverno indispensabile non solo per superare la drammatica crisi ma anche per fare un salto deciso verso l‘attribuzione della competenza fiscale e doganale nel prossimo Statuto di Sovranità che ormai diviene l‘obiettivo politico generale da realizzare.


Commenti (2)

commentato il 20 February 2013 14:28
ben venga il referendum,l‘importante che non faccia la fine del‘ultimo che è stato fatto per le province, tanto chiasso e non si è concluso nulla.

commentato il 19 February 2013 18:33
si discute sulla utilita‘ di un referendum sulla zona franca integrale in sardegna ritenuto da molti superfluo in quanto, la corretta e puntuale applicazione delle leggi esistenti, supererebbero il risultato del referendum stesso - peraltro gia‘ scontato a favore. di fatto, nel silenzio ufficale di tutti, si susseguono "tavoli tecnici" per studiare l‘operativita‘ della z.f.


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