Proposta per le zone franche in Sardegna - PARTE1

Pubblicato il 13 February 2013 15:53

immagine Proposta per le zone franche in Sardegna - PARTE1 Norme urgenti per l’attuazione ed il funzionamento delle zone franche istituite nella regione Sardegna” è l‘oggetto della proposta di legge presentata stamani da consiglieri del PD, Sardegna è già Domani, Idv, e Gruppo Misto. A tutt‘oggi, nonostante le stesse norme di attuazione dello Statuto riconoscano alla Sardegna una pluralità di siti ove insediare le zone franche, le previsioni risultano largamente disattese privando la comunità regionale di importantissimi benefici di carattere fiscale certamente rilevanti anche in relazione alla difficile congiuntura economica di questi anni. Tutto questo appare in questi mesi fortemente sostenuto da moltissimi cittadini, movimenti, organizzazioni sindacali e non ultimi tantissimi comuni che in tal senso hanno deliberato.

Con la proposta di legge si pongono le condizioni perché in un definito periodo di tempo la Giunta Regionale, attraverso un proprio atto deliberativo – così come prevede la disciplina attuativa- richieda con urgenza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri l’adozione di un apposito decreto, modificando ed integrando quello già adottato nel 2001 per la sola zona franca di Cagliari, che preveda la trasformazione del soggetto preposto alla gestione ( da Cagliari Free Zone in Sardegna Free Zone) per dare vita ad un differente soggetto societario idoneo a determinare l’operatività non più di un solo ma di tutti i punti franchi istituiti nella Regione Sardegna secondo le disposizioni del decreto istitutivo. Il decreto legislativo n.75 del 10 marzo 1998 “Norme di attuazione dello Statuto speciale della Sardegna concernenti l’istituzione di zone franche” ha infatti istituito nel nostro territorio regionale le zone franche nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme ed Arbatax”.

La norma proposta prevede sia le quote di partecipazione sociale che dovranno caratterizzare il nuovo soggetto gestore sia i poteri sostitutivi in caso di inerzia da parte della Giunta Regionale.Con questa iniziativa pensiamo di rimuovere ogni inerzia sia politica che procedimentale che si contrappone alla piena e responsabile attuazione di una opportunità dell’autonomia regionale rivolta a tutti i territori della nostra regione e che viene vista sempre più come una delle poche possibilità per innescare positivi segnali di ripresa e di rilancio economico. In questo senso continueremo a cercare il sostegno di tutte le forse sociali, politiche e popolari perché questo provvedimento venga attuato e renda possibile che in tutta la Sardegna si concretino alcuni vantaggi fra i quali:

- le merci provenienti via mare da Paesi extracomunitari potranno essere introdotte liberamente, indipendentemente da provenienza o destinazione, e senza essere soggette a dazi nell’ambito portuale;
- le merci potranno restare in deposito all’interno delle aree delimitate dagli atti istitutivi senza limiti di tempo e potranno essere spedite verso destinazioni oltremare senza bisogno di dichiarazione doganale comunitaria;
- potranno essere realizzati depositi permanenti di merci estere sulle quali potranno essere liberamente eseguite tutte le cosiddette lavorazioni usuali (imballaggi, re-imballaggi, etichettature, campionature, ecc.);
- su queste merci saranno possibili (previa autorizzazione amministrativa) anche trasformazioni industriali;
- per le merci importate nel mercato comunitario attraverso i Punti Franchi, i relativi dazi e imposte doganali potranno essere pagati con dilazione fino a sei mesi ad un tasso di interesse annuo ridotto;
- le merci che entrano nelle aree delimitate via terra dal territorio comunitario vengono considerate come esportate all’atto dell’immissione e possono quindi essere imbarcate in qualsiasi momento, mentre quelle provenienti da stati esteri sono considerate merci in transito;
- il transito di merci su ferrovia potranno godere di un sistema doganale semplificato”.
Cagliari 8 Febbraio 2013

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