Si entra nel dettaglio: la burocrazia politica

Pubblicato il 18 February 2013 16:23

immagine Si entra nel dettaglio: la burocrazia politica OLBIA. Pronto alla battaglia navale, al duello rusticano a colpi di decreti legge. A rivendicare la sua primazia sulla zona franca. Il presidente del consiglio comunale Vanni Sanna cerca di nascondere con il sorriso diplomatico le sferzate arrivate dalla Autorità portuale. Il presidente Paolo Piro ha ricordato in una lettera di non essere mai stato consultato per l’individuazione della zona franca nelle aree demaniali, e ha messo in evidenza che deve essere lui a delimitare l’area a fiscalità agevolata. Sanna sostiene che non vuole fare polemica tra amici. Anche Piro predica pace, e sarà forse per il troppo affetto che i due non riescono a capirsi e diventa impossibile trovare un punto di contatto. «Tutto sbagliato – dice Sanna –. Per prima cosa l’Autorità portuale è stata convocata per lunedì in Regione, ma non è questo il punto. In realtà non spetta a lei perimetrare la zona franca, per un semplice fatto, tutta l’area è già stata definita. E se vogliamo restare incollati alla legge questo tipo di discorso è già superato dalla delibera del presidente Ugo Cappellacci che ha istituito la zona franca su tutta la Sardegna. Ma se in ogni caso volessimo confrontarci in punta di diritto la perimetrazione spetta alla Regione in accordo con il comune, l’autorità portuale, la capitaneria, il consorzio industriale. Ma non voglio creare polemica». Tutti predicano la pace e l’accordo, ma nessuno vuole cedere la leadership. Sanna, che mangia pane e zona franca da mesi, va oltre. «Siamo davanti a una svolta epocale che moltiplicherà le imprese nell’isola e la nostra capacità produttiva – continua Sanna –. Ma la materia è complicatissima». Sanna va avanti per punti e spiega i passaggi che portano alla zona franca. «Per prima cosa deve essere creata la zona franca doganale interclusa – dice il presidente del consiglio comunale –. Sarà creata nella riunione di lunedì. Verrà fatta la perimetrazione. A questo seguirà una delibera della regione che istituisce le aree di Olbia, Oristano, Porto Torres, Portoscuso e Tortolì. A questo seguirà il decreto del presidente del consiglio dei ministri. Questo step garantirà nelle aree perimetrate di essere esenti da Iva, accise e dazi doganali. Il secondo passo è la creazione della zona a fiscalità di vantaggio con cui lo Stato può ridurre o eliminare Irpef e Irap per le imprese comprese all’interno della zona franca. Il terzo passo possono farlo i Comuni che possono abbassare Imu e Tares per queste attività produttive. Il quarto punto per paradosso è già stato fatto nei giorni scorsi dalla delibera di Cappellacci e riguarda la creazione della zona franca doganale extraterritoriale per tutta la Sardegna. Ma serve il via libera dello Stato e dell’Unione Europea, che ricordo a tutti è un atto formale e non può essere negato».

Ma nessuno pensi che la zona franca significhi che la cancellazione di tasse e balzelli. Comporta alcuni vantaggi che possono essere più o meno estesi a seconda del tipo di zona franca. In quella interclusa il vantaggio è per le imprese che possono portare materia prima da paesi extraeuropei, trasformarla e rivenderla fuori dal territorio Ue. Nella zona franca extraterritoriale i vantaggi vengono estesi anche ai residenti. Per spiegarla in modo semplice in Sardegna tanto per fare un esempio non si pagherebbero più le accise sulla benzina, ma ad avere i maggiori vantaggi sarebbero le imprese.


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